Io da sola ci so stare ma non voglio!

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Io da sola ci sto bene, anzi a dirla tutta da sola ci sto meglio!!!

Ci sono stati giorni dove ho pianto sbattendo la testa nel muro per interi weekend passati da sola a casa a guardare la televisione.

Poi ti costruisci il tuo equilibrio, decidi cosa mangiare, quando mangiare cosa guardare, cosa più importante quando partire e quando tornare. Stabilisci delle relazioni, alcune profonde che dureranno nel tempo altre più futili, superficiali, di convenienza. Puoi stare mesi interi senza farti la ceretta, tanto nessuno ti guarderà, decidi come arredare la tua casa, quando è il momento di togliere il piumone, nel bel mezzo di una serata davanti alla tv puoi decidere che vuoi ballare e cantare.

Una delle cose più importanti sai che puoi contare solo su te stessa e che nessuno ti deluderà.

Nei miei anni di solitudine mi sono indurita, responsabilizzata e per quanto mi si voglia dire che ho commesso degli errori cari miei non rompete  i coglioni perché io solo ne ho pagate le conseguenze!!!

Poi è arrivato l’amore, e ho visto cosa significa cucinare per qualcuno o addirittura con qualcuno con la musica in sottofondo, comprare una bottiglia di vino per fare due chiacchiere davanti alla tv , dormire stretta in un abbraccio e d’accordo, si è di gran lunga migliore ma devi essere pronta a pagarne il prezzo.

La gente pensa che non sia una rinuncia, dare la possibilità ad un’altra persona di mettere lo spazzolino in bagno, avere la preoccupazione costante per un altro essere vivente, vedere distrutto quel famoso equilibrio che tanto faticosamente ti eri costruita giorno dopo giorno, dall’amore.

Una mattina mentre preparavo il caffè per entrambi, dopo appena un mese che lo conoscevo mi sono sorpresa ad amarlo, ho sentito come un colpo al cuore, qualcosa che ho riconosciuto e che ho provato solo un’altra volta nella.mia vita, e io che sono una coraggiosa o solo una che non sa negarsi alle emozioni forti mi sono scorciata le maniche e ho deciso di amare.

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Si amare è una scelta, e di più lo è decidere di restare insieme a qualcuno nonostante i difetti , l’ho scelto perché a me quello spazzolino nel bagno mi rendeva felice per la prima volta.

Oggi sono seduta su un lago ad Hide Park, sola con me stessa e queste nuvole grigie che rendono questo momento unico e speciale, sono da sola a bere una mocha e guardare i piccioni che si mangiano la mia fetta di torta dopo un lungo pianto e sono serena, perché io da sola ci so stare, certo ho pianto proprio mezz’ora fa per fortuna non ho perso la.mia fragilità che mi rende ancora umana,ma quello che conta è che mi sono alzata ho asciugato le mie lacrime e mi sono detta che qualcosa di bello sarebbe accaduto oggi ed infatti ho scoperto questo lago in questo parco, che mi ha dato la possibilità di ricordare di quella.volta quando avevo 20 anni seduta sul bordo di una fontana nei giardini del Louvre, che con aria un po’ romantica scrivevo su un quaderno di  un amore in crisi, un mare di problemi e un’ avventura da voler vivere.

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Mi piace questa condizione, mi piace che rispetto a molte.persone io non ho problemi a sedermi da sola ad un tavolo in un ristorante e cenare tranquilla, mi piace avere questo tempo per me, per conoscermi, capire come sono diversa e quando è avvenuto il cambiamento,mi piace passeggiare e scoprire nuove cose, mi piace sapere che da sola non ho paura, e che da sola posso fare tutto perché l’ho già fatto in passato, giorno dopo giorno ho spinto il limite che avevo impostato e ho imparato tante cose, ma ora quello che vorrei è la parola condivisione, ora che so che da sola posso ,voglio sapere che posso anche con lui, che con lui è addirittura meglio.

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Oggi rifletto sul concetto di solitudine, quella che scegli e quella che ti viene imposta, la cosa più triste è sentirsi soli pur avendo qualcuno al tuo fianco, quando tu hai rinunciato al tuo equilibrio che nessuno può sapere quanto ti è costato, per vivere in mancanza di qualcuno che c’è ma è come se non ci fosse.

Soffia un vento forte, una volta ho letto un libro, Anuk e sua madre partivano e lasciavano il luogo dove vivevano.ogni volta che il vento soffiava da.nord…. Questo vento mi dona un.senso di libertà e mi fa sentire che c’è aria di cambiamento.

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Come lettere….

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Mi piace scriverti quello che penso, mi piace potermi fidare di te e mostrarti le cose che ho dentro anche se spesso sono confuse.

È come se ogni volta scrivessi ad un amore lontano, come una lettera….
Questa città un giorno mi piace e un altro no, oggi mentre tornavo a casa per esempio mi piaceva, mi piace osservare la vita degli altri, mi piace vedere le persone sedute al pub a rilassarsi, perché vivendo anche io questa città posso immaginare quanto si sono meritate quel momento.
Oggi Londra mi piaceva,nonostante le dieci ore di lavoro, nonostante non mi sentissi in forma, mi piaceva l’atmosfera che respiravo, sarà stato per via del vento che mancava da qualche giorno, o perché oggi è venerdì e per tanti è finita un’altra settimana di lavoro,ma mi piaceva!
Ci sono giorni che penso di voler andare via all’istante e giorni in cui mi sembra che tutto può accaderci.

Stasera la casa è vuota , mi affaccio alla finestra,fumo una sigaretta nella quiete della strada,le nuvole si muovono veloci,si sente il profumo dell’estate e mi sono sorpresa a rendermi conto di quanti bambini stanno per strada, proprio come facevo io in questo periodo dell’anno. Dinah è sicuramente fuori a far festa Harvey si è trasferita in una nuova casa e Marta è andata via, Marta è tornata in Spagna dopo cinque anni che viveva qui, cinque anni di questo delirio di città, ha lasciato delle.cose in giro, ha detto che possiamo prenderle,mi sento un po’ triste anche se non è una mia amica, il fatto è che io mi affeziono alle persone e a sto fatto di dividere la casa io non sono abituata e da romantica quale sono(anche se non sembra lo sono) mi mette tristezza che una persona che viveva con me va via,  lo so che è un fatto normale, che quando si vive in una casa condivisa la gente va e viene ma io non sono fatta per queste cose, condividere è qualcosa che ti unisce anche se con quella.persona tu non c’entri niente,ma forse sono triste anche perché tra tutte è quella che mi ha ispirato più fiducia, forse perché in lei vedevo un po’ di me, una.persona abitudinaria che come me la mattina sottrae qualche minuto in più al dolce dormire pur di poter prendere il caffè, è quella che ho incontrato più volte in questa casa, la mattina all’alba ci trovavamo spesso in cucina ognuna con le sue abitudini, ognuna con la sua moka senza voglia di parlare data l’ora, un buongiorno detto sotto voce e lo slalom tra gli sgabelli per non urtare l’altra , è stata quella che ho sentito più vicina, in sintonia e mi dispiace forse non aver avuto il tempo di conoscerla. Torna a casa in Spagna, ha trovato un lavoro ed è felice perché finalmente può stare con la famiglia e gli amici, forse questa storia mi ha fatto sentire più nostalgia del.dovuto, forse in alcuni giorni volevo essere Marta che torna a casa e trova la.sua dimensione, la sua tranquillità, ma so bene che il caos è dentro, e non ci saranno proposte di lavoro che tengano per guarire da questa forma.
Sono due giorni che non ci vediamo, domani faremo colazione insieme, e una.cosa che per alcuni è normalità per noi diventa un fatto da celebrare…. mi sta bene, è vita che scorre, momenti da ricordare, in attesa del prossimo viaggio della prossima meta o solo della prossima giornata che questa città ci vorrà donare.( ah mi sono dimenticata in attesa delle.nostre cazzo di ferie che arriveranno in due settimane esatte)
Ti aspetto a casa
La casa siamo noi!

P.S.

Scusa se pubblico il messaggio ma mentre scrivevo un piccolo pensiero mi è venuto fuori questo ….

Ti amo

La gabbia d’oro

Harrods

Oggi dopo quasi tre mesi che sono qui sono andata da Harrods.

Il mio fidanzato lavora in quella zona e dopo averlo accompagnato a lavoro non sapendo che fare ho deciso di andare a fare un giro lì, nella Gabbia d’oro come mia zia chiamava i magazzini Lafayette quando ci lavorava.

Inutile dirvi che appena ho aperto la porta di vetro che divide la strada dal lussuoso edificio e lo spostamento d’aria ha fatto volare volare i miei capelli mi sono subito sentita come Carrie Bradshaw di sexy and the city che entrava da Jimmy Choo per comprare un paio di scarpe,con la differenza che io le scarpe non le ho comprate.

Ma da buona spendacciona quale sono e affetta dalla “malattia” di shopping compulsivo non potevo uscire da li senza aver passato la mia carta su uno di quei lettori e allora mi sono concessa un profumo, dicendo alla me stessa razionale che era un acquisto utile, poiché il mio è finito proprio qualche giorno fa e che per questo non stavo facendo nulla di male, e cosi mi sono fermata da Dolce e Gabbana e fatto il danno della giornata.

Girare i reparti di questo grande magazzino è stata un’esperienza, certo io non sono un tipo da firme, ma vedere capi estrosi, scarpe luccicanti e pellicce colorate di giallo è stato bello, perché io ritengo che tutto questo sia Arte, si non sbarrate gli occhi, è Arte!!!

Dietro questo consumismo ci sono milioni di persone, creativi e fashion designer che di notte non chiudono occhio per poter realizzare qualcosa di mai realizzato, qualcosa che faccia dire wow !!! quando la si indossa, o come me quando la si guarda, proprio come un pittore che cerca l’ispirazione per comunicare il suo mondo interiore attraverso un quadro o una scultura, per questo non mi ha stupito che ad un piano c’era anche un esposizione d’Arte di una delle Gallerie più importanti di Londra, la Opera Gallery di New Bond Street che ovviamente esponeva un’artista italiano, uno scultore, considerando anche le firme made in italy presenti nei vari corner

“Inghilterra scansati proprio che sarete anche dei maestri del customer service ma il Bel Paese resta la patria dell’Arte in tutte le sue forme”

ed esponeva anche dei dipinti di Bob Dylan che nonostante la mia professione non sapevo fosse un pittore, e  da 250,000 £ poi!

Bob dylan

Chi mi conosce bene sa che il piano dove mi sono soffermata più a lungo e mi ha fatto sentire come Alice in Wonderland è stato quello degli articoli per la casa e oggetti di design, io e il mio amico Luca una volta, abbiamo passato l’intero soggiorno a Copenaghen a visitare negozi di questo genere e dopo essere ritornati ci sentivamo dei veri esperti in materia al punto da giustificare il prezzo di un oggetto molto costoso ma inutile con la frase “vabbè ma se è un oggetto di design!!!”.

Alice

Qui ho trovato di tutto, da decanter per il vino di forme stranissime da 1200£ ad un delizioso servizio a scacchi che mi ha fatto desiderare di avere una casa dove ci stesse bene solo per possederlo, poi un intero spazio dedicato alle penne, di ogni dimensione colore e modello, mi sono soffermata molto nello spazio dove vendono i biglietti di auguri, mi piacciono molto, sono una fan delle frasi e dei disegnini che ci mettono sopra.

Poi ho iniziato a cercare un bar per prendere un caffè e uno spazio per fumare, perché tutto quel guardare mi aveva stressata e cosi mi sono ritrovata nelle scale di emergenza, che anche se si presentano in uno stile completamente diverso a me hanno affascinato al tal punto che le ho fotografate, non lo so ma mi è sembrato di uscire per un attimo da quel mondo tanto perfetto da sembrare irreale e ho apprezzato questa carta da parati semplice e il calore del legno di queste scale.

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Insomma questa tappa inaspettata ci è proprio piaciuta ma non credo di tornarci ancora, non amo stare troppo in mezzo alla folla, e questo genere di cose son belle una volta forse due ma non passerei mai intere giornate in questi luoghi o in centri commerciali, io preferisco le stradine con i san pietrini e le boutique di quartiere, mi piacciono i negozietti piccoli che vendono oggetti e vestiario ricercati, oppure posti come  Brick Lane dove trovi il vintage di tutti i generi ecco si preferisco la vita vera quella di quartiere, da Harrods ci posso andare come vado a vedere una mostra in un grande museo che mi riempie la vista e si anche l’anima ma preferisco la galleria, magari piccola dall’aria Bohèmien che cerca di lanciare l’artista sconosciuto ma talentuoso, dove al vernissage puoi parlare con l’artista che ti spiega quello che sente mentre bevi un bicchiere di vino rosso, preferisco le cose più ridimensionate ma più “umane”.

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By By Harrods

DiDi

Il “peso” dei cambiamenti

cambOggi avevo deciso di dover conoscere G. la mia collega e cosi le ho proposto di andare a prendere un caffè in un bar che non fosse uno Starbucks, siamo uscite accompagnate dalla simpatica pioggerellina londinese e dopo un pò lo abbiamo trovato, c’era una simpatica donna di una certa età che ci ha servito due discreti caffè con  una squisita ciambella fritta farcita rigorosamente alla crema il cosi detto BOMBOLONE.

Più volte nell’arco della mattinata G. aveva fatto riferimento al suo peso attuale e al fatto che da quando è qui mangia molte cose “poco sane”, porta sempre con se una bottiglia con dentro qualche bevanda che sembra essere tipo qualcosa di purificante o roba del genere, e quando poi siamo andate a farci un giro per negozi più volte ancora si è riferita al suo peso dicendo di non poter mettere un certo vestito o una certa maglietta.

Allora premetto che G. è una bellissima ragazza dagli occhi grandi e ammiccanti, con una testa ricciolona che, perchè non ho anche io i capelli cosi? che molto probabilmente nell’arco di quest’ultimo anno si è vista cambiare il proprio corpo e forse oggi a volte non riconosce se stessa allo specchio.

Fino ai 20 anni pesavo 56 chili e compravo tutto della taglia “s” senza neanche provare, adesso peso 70 chili circa, dico circa perchè nei periodi dove riesco a muovere un pò di più il culo come in questo periodo molto frenetico, riesco ad arrivare anche a 66 e solo Dio sa quanto soffro quando un vestito mi piace tantissimo ma addosso a me fa cagare.

Per questo G. la capisco che ogni volta si sente in dovere di precisare che prima non era cosi, che prima pesava molto di meno e magari quei vestitini li comprava ad occhi chiusi.

Ma alla fine soffro solo in quei momenti, poi per il resto quando devo mangiare non soffro, quando devo bere un bicchiere di vino in più non soffro, forse, si dai ,quando vado al mare mi imbarazzo un pochino per la panza ma poi dopo un pò di abbronzatura mi passa quella fase mozzarella inteso come forma e colore e dormo uguale sonni sereni.

Mi piace pensare a me come un donna dall’aspetto “importante” che soprattutto quando indossa un paio di tacchi non può passare inosservata, perchè se ti passa una alta un metro e ottanta grazie al tacco 12 e ben piazzata , tu la vedi!!!

E che alla fine non vorrei mai essere quella che gli uomini scelgono per sentirsi più protettivi solo perchè sono alta un metro e cinquanta e peso 30 chili, vai a sentirti protettivo con il tuo cane!!!

Quando ho preso su questi maledetti 10 chili non me ne sono accorta, come se allo specchio io non vedevo la realtà delle cose, solo quando tornavo a casa con quella maglietta taglia “s” mi accorgevo che c’era qualcosa che non andava e ho sofferto  per il mio cambiamento, ma oggi me ne sbatte, mi piaccio anche con un pò di pancia, mi piaccio anche se le mie gambe non sono come quelle di Beyonce, mi piaccio perchè ho accettato il cambiamento e ho accettato che quei chili in più sono frutto di dispiaceri e momenti poco felici sfogati in intere giornate senza amor proprio a mangiare qualunque cosa fosse commestibile, oppure come nel caso della mia collega frutto del fatto che ti sei trasferita in una città dove nei supermercati vendono anche quello che non sapevi di volere, molti di voi non possono immaginare quanti tipi di gelato ho scoperto che esistono!

Quando abbiamo staccato il turno un ragazzo ci ha regalato un Kinder Bueno, lei ha mangiato il suo ed io il mio l’ho messo in borsa, ogni volta che ne tiravo fuori un pezzetto e lo offrivo per fumarci una sigaretta lei mi guardava con gli occhi da labrador facendo segno di no con la testa ma poi alla fine cedeva e ne prendeva uno anche lei, e cosi le ho confessato che alle otto ho mangiato un cornetto al cioccolato accompagnato da un super espresso calorico allo sciroppo di hazelnut , alle 11:30 due mini toast prosciutto e formaggio uniti ad un panino con una roba dentro che non so neanche cos’è ma mi fa impazzire ogni volta, accompagnato da un peach green tea lemonade, alle 15:30 sono entrata da Preta A Manger e mi era venuta voglia di una cosa calda cosi ho preso una zuppa take away e in fine il famoso bombolone alla crema( non lo so oggi mi ha preso una fame spaventosa) questo per dirle che aveva incontrato un mangiona, che quando si tratta di mangiare non ha quasi mai nessun problema, ed io in sua compagnia non mi sono sentita in colpa quando ho mangiato quel bombolone, e ho pensato che non sempre le persone ti fanno sentire a tuo agio quando si tratta di peccati di gola.

Spesso lottiamo contro questo corpo che cambia, per colpa del tempo che passa o per una gravidanza o per un periodo di non amore per se stessi o semplicemente perchè siamo delle buone forchette, ma io credo che mangiare sia uno dei piaceri della vita più sani che ci siano, e quindi non lasciamo che uno specchio o una bilancia ci condizioni la vita.

Ho letto un articolo tempo fa che diceva che se mangi con il senso di colpa ingrassi due volte di più (mi piace pensare che sia vero) perciò quando ci concediamo un dolce in più o sedute sul divano ci finiamo  la mezza vaschetta di gelato che ricordiamo improvvisamente di avere nel congelatore dopo quella cena con amici,facciamolo a cuor leggero, perchè la vita amiche mie è fatta di fasi e arriverà anche quella dove decideremo che in un certo modo non andiamo bene, ma a noi stesse non ad un uomo o una rivista di bellezza e allora troveremo la forza di fare un altro cambiamento e i chili di troppo andranno via con più facilità senza stare troppo a torturarci.

Alla fine ho iniziato a conoscerla G. e anche se i primi giorni mi era sembrata un pò stronza con le sue espressioni come a volerti prendere per il culo,  come avevo intuito che sarebbe successo, inizia a piacermi. Non è molto diversa da me per alcuni aspetti che ho conosciuto,  io sto sulle palle a quasi a tutti quando mi conoscono. Nel suo modo di parlare è spontanea e se può ridere lo fa di gusto e questo mi basta per sperare che possa nascere  un’amicizia. . .

DiDi

Il giorno delle non mamme

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Si ieri è stata la festa della mamma, l’abbiamo celebrata, su facebook c’erano le più svariate dimostrazioni di affetto, ma oggi la mia dimostrazione di affetto va alle non mamme, a quelle donne che un figlio lo aspettano e non arriva, a quelle che lo hanno perso dopo tanti tentativi, quasi come se la vita volesse beffarsi di loro, a quelle che hanno dovuto abortire perchè un figlio non potevano permetterselo e si chiedono continuamente  come sarebbe stato e si tormentano a volte chiedendosi se è stata la scelta giusta, e a quelle che scelgono che madri non lo vogliono diventare, che scelgono la carriera, le feste, le amiche e forse non hanno tempo neanche per prendersi cura di un gatto o un cane, come me.

Madri nell’anima, che per un numero limitato di volte provano una fecondazione assistita e sperano che quel dannato ovulo attecchisca, restando a riposo per interi giorni. Quelle che programmano quando fare l’amore con il loro compagno (dai amore sbrigati a tornare dal lavoro che sono feconda!)

Una delle mie amiche dopo un pò che era sposata ha iniziato a provarci, non è arrivato subito, sono passati mesi, e insieme a lei ho vissuto quell’amarezza, quella sensazione di non essere adatte per qualcosa, non essere adatte  per donare la vita ad nuovo essere….

A voi care donne coraggiose, che vi sottoponete ogni due per tre a test e indagini varie, a voi che desiderate tanto donarvi al mondo come madri va il mio pensiero.

Madri  mancate perchè non era il momento, perchè vi dicevano che eravate troppo piccole per diventare madri, perchè non era il momento giusto, a lavoro eravate ad un passo dalla promozione per la quale avevate lavorato cosi sodo, madri alle quali Oriana Fallaci ha dedicato un libro, madri a cui un ginecologo stronzo a fatto voi sentire il battito di quel cuoricino anche se sapeva che non sarebbe mai nato, madri che oggi si interrogano su come sarebbe stato “magari ce l’avrei fatta, magari oggi non avremmo avuto molta differenza di età” madri che a volta pensano ai tanti “magari”.

Ed infine anche a voi che madri lo siete per metà, perchè avete scelto un compagno che figli ne aveva già e voi non avete potuto averne altri.

Donne a cui è stata imposta la presenza costante nella loro vita di un terzo “incomodo” , in questo caso il mio pensiero di affetto va nello specifico alla compagna del mio papà che mi ha conosciuta quando ero una bambina viziata e capricciosa, che ha dovuto imparare a conoscermi ad amarmi e a farsi amare, una riflessione su questo rapporto che in genere è complicato da gestire ma che io fortunatamente ho avuto la fortuna di vivere in maniera abbastanza serena.

Non siate stronze con le figlie dei vostri compagni, molto probabilmente saranno il vostro bastone della vecchiaia e non vorrete mica che si vendichino alla fine!?

A te che mi hai aiutata a fare i compiti, a te che mi accompagnavi a scuola per sopperire all’assenza di un padre imprenditore troppo spesso assente, a te che mi nascondevi da lui quando fumavo le prime sigarette, a te che mi hai insegnato che dovevo lavarmi tutti i giorni quando ero un adolescente puzzolente, a te che mi hai cucinato la parmigiana ogni volta che te lo chiedevo, a te che abbiamo avuto tante incomprensioni ma le abbiamo sempre risolte,a te che ti sei ritrovata madre di una figlia che non avevi chiesto ma che avresti voluto . . ..  grazie!!!!

Nell’era in cui viviamo dopo i 27 anni risulta gia difficile restare incinte, molte mie amiche hanno questo problema o lo hanno avuto, dicono che è colpa dell’alimentazione e dello stile di vita che conduciamo, troppo stress, troppo lavoro e troppi pasti consumati take away, poi mettiamoci le nostre serate alcoliche e qualche sigaretta fumata in più praticamente dicono che ci estingueremo hahahahhahha

A me avevano riscontrato l’ovaio policistico, sono entrata nel panico perchè il ginecologo mi aveva detto che ci poteva essere una piccola probabilità di non poter avere figli, ora, non è che voglio un figlio adesso, non credo di essere pronta ad annullarmi per un’altra persona, mia sorella il figlio ce l’ha in braccio anche quando è seduta sulla tazza e che diamine!!! e non so neanche se ne vorrò in futuro ma l’idea di non poter avere l’opzione “figlio si” mi aveva spaventata, credo che sentire un altro essere dentro di te sia un miracolo che forse un giorno vorrò provare non lo so!

Per questa ragione io sono con tutte quelle Donne a cui è stato detto chiaramente di non poter diventare madri, a loro va tutta la mia solidarietà, a voi ragazze dedico questo giorno, uscite e andate a mangiarvi una grande fetta di torta piena di calorie e indossate un sorriso sempre, perchè anche se madre natura vi ha negato una possibilità voi siete donne cazzo e siete dannatamente stupende e meravigliose, tutto l’amore che avete da donare riversatelo tutto su voi stesse.

Vi amo

DiDi

 

Noi e i nostri tarli . . .

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Oggi sono tornata a casa con il 38 da Soho fermata P, dopo aver passato un intero pomeriggio con E. la fidanzata di uno dei miei migliori amici. 

Una ragazza piena di vitalità che non smette un attimo di parlare, una dai sani principi. E quando parla,parla spesso del suo amore per la nonna che ormai non c’è più, questo lo trovo inusuale in una ragazza di 25 anni, di solito si parla di quanto ci siamo ubriacate la sera prima , del tipo di quel bar che ci piace tanto, di scappare al mare per un weekend tutto party e bla bla, ma lei ha questa aria genuina, cosi a volte infantile che mi piace molto e mi lascia spesso spiazzata.

 Nel senso, credo di non essere più abituata a sentire parlare le persone con amore di qualcuno,certo parlare di amore è facile, tutti possiamo tirare fuori le più svariate teorie sull’amore e mostrarci persone profonde ma sentire parlare con amore di qualcuno è qualcosa che percepisci solo se reale.

Comunque dicevo che sono tornata a casa con il 38 ho preso posto di fronte ad una ragazza, credo fosse coreana, che mangiava un pacchetto di patatine, uno di quei posti a quattro dove tutti evitano di sedersi se ci sono posti a due liberi perché ti costringono  a guardare la persona seduta di fronte a te e urtarci continuamente le ginocchia tanto che sono stretti.

Come sempre guardavo fuori dal finestrino mentre il pullman scorreva le strade non troppo velocemente,cercavo di guardare dentro gli appartamenti con le tendine sollevate per scorgere qualche particolare, sognando di vivere all’interno di una di queste casette con il frigo colorato il pavimento di legno, le tazze rosse e blu che fanno capolino da una mensola e la luce gialla di una lampada da tavolo, sono stata sempre un impicciona, da piccola, all’età di sei anni rubavo il binocolo di mia madre( adesso che ci penso non so perché mia madre avesse un binocolo nascosto nell’armadio) per spiare nelle case intorno alla mia e quando percorrevamo un tratto di tangenziale nella mia città natale, Salerno, cercavo sempre di scorgere qualche particolare nelle abitazioni che costeggiavano la strada che ci portava a casa.  Non so perché, se sia una mania o cosa ma se vedo una tendina aperta io muoio dalla voglia di guardarci dentro. Quando mi accorgo che davanti  a me la figura è cambiata, era salita una donna diversa e guardando lei mi sono accorta che in quei quattro posti, sedute eravamo tutte donne, una di queste ha incrociato il mio sguardo e mi ha sorriso ed io ho sorriso a lei pensando “cavolo quattro donne!!!” ed è stato li che girandomi ho visto che tutto il primo piano del pullman era occupato solo da donne (escluso il tizio che guidava)

Che meraviglia!!!

La ragazza seduta di fronte a me era molto agitata, scriveva sul cellulare con aria ansiosa di chi ha ricevuto una brutta notizia, poi distoglieva lo sguardo dal telefono e incrociando il mio leggevo preoccupazione, invece la ragazza accanto a lei, quella che mi aveva sorriso  appena salita si percepiva che era felice, forse viaggiava verso un appuntamento romantico scorrendo facebook velocemente senza soffermarsi su niente in particolare, giusto per impegnare il tempo del tragitto, accanto a me una signora dall’aspetto  un po’ trascurato leggeva le e-mail e con aria molto attenta decideva quale cestinare e quale no, e poi c’erano tutte le altre che tornavano a casa dopo una giornata di lavoro oppure magari stavano uscendo per incontrare qualcuno, chissà ma sicuramente ognuna di noi era li con la sua vita che andava o veniva e tante storie complicate come noi.

 Ho deciso di scrivere sulle donne, donne che conosco, donne che ho conosciuto, che vivono in questa casa ad Elmore Street e  donne di questa città , raccontare di loro, di me e delle nostre storie che sono meravigliosamente complicate come noi. Noi che anche se siamo delle realizzate donne in carriera o mamme a tempo pieno con due bambini nel passeggino,anche se siamo di nazionalità diverse, abbiamo tutte  gli stessi problemi …  il ciclo, la ceretta, i vestiti dimenticati nella lavatrice perché siamo uscite di fretta, il cambio di stagione nell’armadio, uomini che ci ostacolano a lavoro solo perché siamo donne, il pensiero del tempo che passa e chissà se avrò un figlio o chissà se è giusto mettere al mondo un figlio di questi tempi e lo stesso tarlo che ci accompagna nelle nostre giornate . . . . l’amore!

DiDi

Foto: dal web

41, Elmore Street . . .

Ciao ,

Scrivo dalla stanza di un appartamento vittoriano a Londra, di quelli con le colonne all’ingresso, dentro i quali si nascondono milioni di porte dove vivono tante persone da non poterle quantificare, dividendo spesso una casa in dieci.

Dopo due mesi ancora incontro gente nuova che vive nello stesso stabile dove vivo io!!! Di quelli con la moquette che a noi italiani fa tanto ribrezzo, con le scale strette, che se ti trovi a scendere con un’altra persona rischi di lussarti una spalla per l’impatto, la mia ha una cucina piccolissima perché qui la gente non sta ore a cucinare, si preparano pasti veloci spesso consumati in camera per evitare di incontrare qualcuno perché dopo una giornata di lavoro passata tra l’altro a parlare una lingua che non è la tua ,tra metro , bus e tragitti interminabili non hai voglia di incontrare neanche te stessa allo specchio. In uno di questi appartamenti viviamo in cinque, io,Raffaele che sarebbe il mio fidanzato, dico sarebbe perchè non ci vediamo praticamente mai, grazie agli orari di lavoro completamente diversi, Marta, Dinah e Harvei. Non so ancora bene perché sto scrivendo, credo di scoprirlo più avanti, sicuramente ho bisogno di mettere nero su bianco quello che vivo, quello che vedo, forse perché sono una che analizza sempre tutto e dato che le cose sono tante ho bisogno di scriverle e averle davanti per analizzarle e imprimerle nella mia mente, perché ragazzi non voglio dimenticare niente di quelle che sono le mie esperienze di vita, soprattutto quelle che sono certa un giorno significheranno qualcosa di importante.

Domani saranno due mesi che ci siamo trasferiti qui in questa stanza in Elmore Street , dopo un viaggio lunghissimo, (si l’Inghilterra è vicina ma con due valige da venti chili una da diciassette e due bagagli a mano, fidatevi è lontanissima) siamo finalmente approdati qui nella stanza verde, cosi la chiamo io anche se di verde non ha quasi niente ma quando vidi le fotografie dal sito internet mi aveva subito ispirato tranquillità perchè aveva le tendine verde prato e vicino alle finestre c’era tipo un orticello casalingo(la tipa che ci abitava prima forse aveva bisogno del giardino per stare in pace),la prima notte abbiamo dormito senza cuscini e senza coperte, si, non è stata una tortura cinese ma neanche una passeggiata in riva al mare,ma sicuri che stava iniziando l’avventura.

Fin da subito abbiamo trovato le prime difficoltà , ma ci siamo stretti come se fossimo una squadra di undici giocatori e abbiamo iniziato il nostro gioco di squadra, per via del fatto che sono facilmente incazzabile per me è molto difficile mantenere la calma e fare da spalla ripetendo che andrà meglio ma siamo fatti anche per migliorare e quindi …. Ci provo anche se almeno ogni dieci giorni devo fare una sclerata per rilassarmi.

DiDi